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IPNOSI

I sogni sono come le conchiglie che il mare ha depositato sulla riva. Bisogna raccoglierle ed ascolatare la loro voce... (Romano Battaglia)

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IPNOSI

Messaggiodi *goldenstar* il mer set 26, 2007 3:13 pm

L'ipnosi è un fenomeno psicosomatico che coinvolge cioè sia la dimensione fisica, sia la dimensione psicologica del soggetto. È una condizione particolare di funzionamento dell'individuo che gli consente di influire sulle proprie condizioni sia fisiche, sia psichiche e sia di comportamento.
In particolare "oggi sappiamo che l'ipnosi non è altro che la manifestazione plastica dell'immaginazione creativa adeguatamente orientata in una precisa rappresentazione mentale, sia autonomamente (autoipnosi), sia con l'aiuto di un operatore con il quale si è in relazione".

È inoltre opportuno differenziare i termini: "ipnosi" e "ipnotismo" intendendo con "ipnosi" lo stato particolare, psicofisiologico (trance) del soggetto e con "ipnotismo" la metodica e le tecniche impiegate dall'ipnotizzatore per realizzare l'ipnosi.

Attraverso l'ipnosi o l'autoipnosi è possibile accedere alla dimensione inconscia ed emotiva del soggetto. In termini scientifici di solito si tende a restringere il campo di definizione dell'ipnosi alla gestione consapevole di tale processo.

Attualmente l'ipnosi è impiegata scientificamente in ambito terapeutico (ipnoterapia o meglio, ipnositerapia) e nella ricerca clinica.

Tecniche

Le tecniche di gestione dell’ipnotismo, specialmente in ambito terapeutico, sono modificate nel tempo in relazione alla maggior conoscenza e ai diversi criteri di interpretazione del fenomeno. Si è transitati dai "passi" di F. A. Mesmer, dalle tecniche che cercavano di indurre rilassamento e sonno, dalle suggestioni dirette alla eliminazione dei sintomi, per giungere con Milton Erickson e altri studiosi alle elaborate tecniche di visualizzazioni guidate e di regressioni di età orientate alla definizione e rielaborazione delle dinamiche inconsce per finalità psicoterapeutiche.
Le tecniche elaborate nel tempo sono state verbali, gestuali, attive, passive, di tensione, di rilassamento, dirette, indirette, mascherate, esplicite, accompagnate da comunicazioni visive, tattili, sonore e posturali.
Oggi che l’ipnosi non è più solo interpretata come uno stato rigido da ricercare (trance) per poi inserire suggestioni, ma come un modo di funzionare dinamico caratterizzato dall’abilità del soggetto a realizzare ideoplasie (monoideismi plastici) attraverso l’orientamento adeguato della propria rappresentazione mentale, si sono ben definiti i criteri per l’elaborazione di tecniche efficaci. È necessario che l’ipnotista abbia ben chiaro e ben definito l’obiettivo da raggiungere, ossia qual è l’idea che deve esprimersi plasticamente, qual è il comportamento da realizzare e qual è la rappresentazione mentale che li definisce in maniera adeguata. L’idea da realizzare deve essere fatta propria dal soggetto con cui si opera perché possa attivarsi il dinamismo atteso.
Perché la rappresentazione mentale possa essere espressa in termini fisici e/o di comportamento deve essere "carica della valenza giusta" (credenza, motivazione, aspettative, orientamento e attenzione). Un ulteriore accorgimento, è che, ovviamente, l’azione definita dall’obiettivo deve essere di possibile realizzazione per il soggetto in virtù della sua costituzione psicofisica e delle sue potenzialità di apprendimento.

-wikipedia-
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cosa ne pensate dell' ipnosi ? mai fatta ?
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Messaggiodi chiara82 il ven set 28, 2007 5:34 pm

mah... io, devo confessare, non amo nè l'ipnosi nè la psicoterapia... nel senso che ormai si abusa di queste tecniche e appena arriva un momento buio tante persone ricorrono immediatamente alla terapia.... forse sarebbe più semplice darsi da fare x cercare di risolvere i problemi (ove questo sia possibile, ovviamente....)
poi è logico che ci sono dei casi limite in cui è necessario ricorrere a questo tipo di "cure"...
cmq penso che in molti casi possiamo anche farci aiutare da chi ci vuole bene e da chi ci è vicino...
se uno poi è depresso, nel senso che soffre veramente del disturbo della depressione, allora è un altro fatto...


scusate, forse sono andata un po' OT... :shock:
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Messaggiodi *goldenstar* il sab set 29, 2007 5:53 pm

La mia era una pura curiosità... se qualcuno l'ha provato e che sensazioni si provano...

per quello che dici tu chiara io concordo perfettamente, io ho rinunciato a litigare per es. con la mia dottoressa che ogni vv che sentiva mia mamma triste ecc lei le dava depressivi...io questa cosa non la sopporto, poi ovvio che mia mamma li prende e pensa di stare bene.. se le dessi del placebo sono sicuro che starebbe bene cmq ...perchè molto è il fattore psicologico ! ( comunque io parlo per esperienza di mia mamma )
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Messaggiodi chiara82 il dom set 30, 2007 11:49 am

certo deve essere una sensazione strana...
cmq è vero che ormai si ricorre sempre più spesso agli anti-depressivi... secondo me anche a sproposito... a volte sfogare il dolore nella tristezza e nel pianto serve... proprio x sfogarsi... altrimenti queste cose riaffiorano appena si finisce la cura! so che è brutto dirlo, ma la vita è fatta anche di dolore e forse serve anche x apprezzare di più quello che abbiamo, i momenti di felicità! :mrgreen:
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