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Tante note di salute

Dove le parole finiscono, inizia la Musica. ( H.Heine )

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Tante note di salute

Messaggiodi chiara82 il gio ott 04, 2007 10:49 pm

La musica fa bene al cervello

La musica? Una panacea, come cibo, sesso e sport. Suoni e melodie fanno bene al cervello e non a caso si usa dire "E' musica per le mie orecchie" per stare a significare che qualcosa ci è particolarmente gradita. La musica infatti fa bene, cioè dà piacere, come assumere alcool o droghe. Il suo speciale potere è quello di suscitare sentimenti e risvegliare emozioni, modificando stati d'animo e comportamenti. Ed a sostenere che note e melodie facciano bene non solo all'apparato uditivo ma anche al cervello sono anche gli scienziati. Che ora stanno cercando di capirne il perché.

Studi e ricerche del resto esplorano il fantastico mondo delle note da tempo completando o smentendo i risultati, ma unanimi nel confermare che il cervello reagisce alla musica attivando alcuni centri del piacere, gli stessi che vengono stimolati durante le cosiddette 'attività gratificanti', come mangiare, fare sesso, giocare, fare sport e per alcuni, usare tabacco, assumere alcolici e anche droga.

"A differenza del cibo e del sesso, la musica è un'attività astratta, quindi 'indipendente' da un diretto e concreto intermediario con specifici valori biologici" afferma Maria Paola Graziani, psicologa del Consiglio Nazionale delle Ricerche. La spiegazione va quindi ricercata più in fattori antropologici, etici e sociali

"Oggi la musica", continua l'esperta, "ricopre per lo più ruoli di intrattenimento, ma nelle società primitive la pratica musicale era legata a esigenze primarie, quali simboli, ritualità, espressioni di identità totemiche e accompagnava, con cibo e sesso, rituali come la caccia o l'iniziazione e addirittura la guerra".

Ciò che non è ancora chiaro è però quale sia l'area del cervello che sa apprezzare la musica. C'è chi sostiene sia l'emisfero destro, quello che coglie i processi emotivi, mentre altri studiosi hanno dimostrato che anche l'emisfero sinistro, quello preposto ai processi logici, è altrettanto coinvolto. Le reazioni sono molto più complesse: i diversi elementi che compongono la musica (tono, ritmo, melodia) si distribuiscono su entrambi gli emisferi cerebrali.

Emblematici e provocatori per la scienza i casi di alcuni musicisti come Maurice Ravel che, via via che la sua malattia al cervello avanzava, si diceva in grado di comporre la musica nella testa ma incapace di scriverla sul pentagramma. Ma anche le esperienze del compositore Vissarion Shebalin sono calzanti secondo gli studiosi.
Colpito da ictus, il compositore pur non riuscendo a parlare e a capire il linguaggio, era invece in grado di comporre, di insegnare ai suoi allievi, ascoltandoli e correggendo le composizioni.

La musica si conferma inoltre come un 'linguaggio universale' e si ritiene che la capacità di apprezzarla sia connaturata nelle persone ancora prima della nascita, nel grembo materno. Una delle ipotesi più recenti è che l'area del cervello coinvolta dalla musica sia collegata alle parti legate alla memoria, alle emozioni, all'apprendimento, per cui si associa all'ipotesi che la musica abbia effetto sulla memoria, aiuti i bambini ad apprendere più facilmente e gli anziani a conservare più a lungo le facoltà intellettuali.

Tesi molto accreditata è che la musica potenzi solo fasi di concentrazione e resa delle abilità individuali, come dimostra l'impiego di diffusione sonora nelle stalle per stimolare la produzione di latte. Ma anche nella grande e piccola distribuzione melodie scelte accuratamente vengono utilizzate, ad esempio nei supermercati, per sviluppare comportamenti di consumo, fra gli umani.

Qualche anno fa sui giornali circolava la notizia che la musica del compositore Wolfgang Amedeus Mozart favorisse la memoria e l'intelligenza. Oggi, "l'effetto Mozart" non è più sostenuto dai ricercatori, mentre si ritiene che i bambini che studiano musica abbiano una "marcia in più", rispetto ai piccoli che non hanno avuto a che fare con note e spartiti, nell'apprendimento della matematica. E la marcia in più si riferisce però alle operazioni tra frazioni che sono la parte aritmetica della matematica.

Se invece parliamo di armonia razionale, secondo gli esperti lo studio della musica implica la conoscenza dei logaritmi binari che sono gli elementi fondamentali dell'informatica contemporanea. Ma "come per la matematica, per cui i bambini stimolati alla logica utilizzerebbero diverse capacità cerebrali, è difficile dire se i bambini nascano con una struttura cerebrale peculiare.

Comunque, qualunque siano i meccanismi per i quali la musica ci dà piacere, gli scienziati sono d'accordo fra loro: ascoltarla non
può che farci bene in modo 'olistico' e globale.
La cosa più bella che possiamo sperimentare è il mistero; è la fonte di ogni vera arte e di ogni vera scienza.
Albert Einstein
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Messaggiodi *goldenstar* il gio ott 04, 2007 11:08 pm

Poche parole... la musica è bella :mrgreen: come farne senza :mrgreen:
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